{"id":274,"date":"2010-05-09T13:55:10","date_gmt":"2010-05-09T11:55:10","guid":{"rendered":"http:\/\/wordpress.pace-europe.eu\/?page_id=274"},"modified":"2016-07-30T17:59:03","modified_gmt":"2016-07-30T15:59:03","slug":"60eme-anniversaire-de-la-declaration-schuman-9-mai-1950-9-mai-2010","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pace-europe.eu\/it\/60eme-anniversaire-de-la-declaration-schuman-9-mai-1950-9-mai-2010\/","title":{"rendered":"60\u00b0 anniversario della Dichiarazione di Schuman (9 maggio1950 \u2013 9 maggio 2010)"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo appena festeggiato un grande anniversario: 60 anni fa, il 9 maggio del 1950, il ministro francese degli affari esteri, Robert SCHUMAN, invitava il cancelliere tedesco Konrad ADENAUER a fondare con la Francia la Comunit\u00e0 europea del carbone e dell&#8217;acciaio. Questa data segna l\u2019inizio del processo di integrazione\u00a0 europea.<\/p>\n<p>Rendiamo omaggio a questi due uomini di Stato che, a solo cinque anni dalla resa finale a Berlino del potere nazista, su di un continente ancora martoriato dalle profonde ferite della guerra, furono cos\u00ec\u00a0 coraggiosi e profetici da chiudere la pagina di molti secoli di scontri e porre le fondamenta di una nuova Europa della pace e della cooperazione.<\/p>\n<p>Guardando oggi all&#8217;Unione europea, con la crisi greca e lo smarrimento crescente, ci si chiede cosa penserebbero SCHUMAN e ADENAUER se fossero tra noi.<\/p>\n<p>Immaginiamo per un istante la loro sorpresa.<\/p>\n<p>&#8211; Alla loro morte, rispettivamente il 1963 e il 1967, lasciavano una \u00abComunit\u00e0 economica europea\u00bb di 6 paesi e circa 150 milioni di abitanti. Troverebbero ora una \u00abUnione europea\u00bb di 28 Stati \u00a0e 500 milioni di cittadini che includono il Regno unito, una Germania riunificata, le ex vecchie dittature di Franco e Salazar (Spagna e Portogallo), tre repubbliche baltiche ex sovietiche (Estonia, Lettonia, Lituania), un\u2019antica repubblica iugoslava (Slovenia), cinque ex &#8216;paesi fratelli&#8217; dell&#8217;ex URSS (Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania e Cecoslovacchia, oggi divisa in Repubblica ceca e Slovacchia) e Stati tradizionalmente neutri come la Svezia, l&#8217;Austria e la Finlandia. Affascinante percorso della storia!<\/p>\n<p>&#8211; Altra sorpresa: la bandiera blu con 12 stelle sventola su quasi tutti gli edifici pubblici e l&#8217;Europa ha ora un presidente, un belga che si chiama Herman VAN ROMPUY. Ha pochi poteri e non \u00e8 molto carismatico ma inaugura la funzione di &#8216;Capo di Stato&#8217; europeo con saggezze e prudenza, cercando di dare contenuti alla sua funzione.<\/p>\n<p>&#8211; Il Parlamento europeo, un tempo sbiadito organismo consultivo, si \u00e8 trasformato in una assemblea eletta direttamente dai cittadini europei che co-legifera sulla maggior parte dei settori con il Consiglio, che rappresenta gli Stati membri, un tempo dotato di pieni poteri.<\/p>\n<p>&#8211; La Commissione, esecutivo dell&#8217;Unione (il governo europeo, in qualche modo), \u00e8 politicamente responsabile davanti al Parlamento: \u00a0il suo presidente, attualmente Jos\u00e9 Manuel BARROSO, \u00e8 infatti eletto dal Parlamento. La Commissione gestisce un budget di 140 miliardi di euro ed elabora le politiche europee in numerosi ambiti.<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;UE ha formulato un cospicuo corpus di legislazioni comuni\u00a0 (12.500 testi) e 16 paesi condividono la stessa moneta, chiamata euro (\u20acuro).<\/p>\n<p>&#8211; Le frontiere non ci sono pi\u00f9 a dividere la maggior parte degli Stati membri, i cittadini possono spostarsi liberamente e risiedere dove decidono. Ormai molti giovani parlano una seconda lingua e viaggiano in Europa grazie a programmi\u00a0 chiamati &#8216;Erasmus&#8217; e &#8230; &#8216;Schuman&#8217;. Molti si sentono Europei.<\/p>\n<p>Straordinario bilancio, in soli sei decenni, dopo tanto di\u00a0 nazionalismo e di conflitti.<\/p>\n<p>Ma cosa accade dunque ora? Perch\u00e9 un vento di euro-scetticismo soffia sul continente?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 cause vi concorrono:<\/p>\n<p>&#8211; i danni della mondializzazione e della crisi economica che l&#8217;Europa non sembra in grado di prevenire o contrastare;<\/p>\n<p>&#8211; la crisi greca che fa tremare l&#8217;euro;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;allargamento realizzato troppo in fretta, a favore soprattutto di alcuni paesi che non erano pronti, come la Romania e la Bulgaria;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;incapacit\u00e0 dei dirigenti politici nazionali a sostenere il progetto europeo e la loro tendenza troppo frequente a difendere loro pezzetto di terra (e il metodo di decisione intergovernamentale) piuttosto che immaginare soluzioni comuni e farle mettere in opera dalla Commissione (il metodo di decisione comunitario); essi danno l&#8217;impressione di subire l&#8217;Europa piuttosto che costruirla; non \u00a0danno alcun contributo.<\/p>\n<p>Eppure, in un mondo che si trasforma sotto i nostri occhi in un condominio cino-americano completato da grandi potenze regionali come l&#8217;India e il Brasile, non si vede come gli Stati europei possano \u00a0continuare ad esistere sulla scena internazionale senza essere uniti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 di meno Europa ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno ma, al contrario, di pi\u00f9 Europa: una governance economica europea, con veri strumenti di bilancio e finanziari per agire in caso di crisi \u2013 a questo proposito, la creazione di un Fondo monetario europeo \u00e8 una idea interessante -; una politica comune sull&#8217;energia; una politica industriale forte; un pi\u00f9 grande coordinamento in materia di fiscalit\u00e0 e di ricerca; una vera vita politica europea, infine, piuttosto che un dibattito politico focalizzato sugli interessi nazionali, magari confiscati da essi.<\/p>\n<p>Un punto \u00e8 importante da sottolineare: la solidariet\u00e0 \u00e8 e deve restare un principio chiave della costruzione europea. Senza solidariet\u00e0, l&#8217;Europa non ha senso, non pu\u00f2 esistere. \u00c8 questo il motivo per cui l&#8217;Unione deve collocarsi risolutamente al fianco dei Greci in questo \u00a0periodo.<\/p>\n<p>Ma questa solidariet\u00e0 ha una contropartita: il rigore nella gestione della cosa pubblica, la &#8216;Res Publica&#8217;. Non si potrebbe accettare che uno Stato membro dell&#8217;Unione europea manipoli le cifre che \u00a0trasmette a Bruxelles e si possa dire soddisfatto da una pubblica amministrazione inefficace, indegna di una Democrazia europea del 21\u00b0 secolo. Altrimenti, accadr\u00e0 quanto si \u00e8 gi\u00e0 verificato\u00a0: i paesi \u201cpi\u00f9 rigorosi\u201d finiranno per rifiutarsi di pagare.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di armonizzare le amministrazioni pubbliche dall\u2019alto a livello europeo. Noi chiediamo, a tale scopo, la creazione di un Osservatorio europeo delle funzioni pubbliche europee, nazionali e locali con l\u2019incarico di analizzare i modi di funzionamento delle amministrazioni \u2013 soprattutto sugli aspetti della trasparenza, del \u00a0reclutamento, dell\u2019efficacia, della neutralit\u00e0, della probit\u00e0 &#8211; e di formulare\u00a0 raccomandazioni pubbliche.<\/p>\n<p>Questo asse di direzione non concerne solo, sia ben chiaro, la Grecia e certi Stati un tempo socialisti. C\u2019\u00e8 anche molto da dire sul\u00a0 reclutamento e le pratiche di alcune amministrazioni dei vecchi Stati membri, soprattutto a livello locale.<\/p>\n<p>&#8220;Roma non fu fatta in un giorno&#8221;. Ci vorr\u00e0 del tempo per armonizzare dall\u2019alto le amministrazioni pubbliche di 27 paesi con storie cos\u00ec diverse. Ma Roma non \u00e8 stata fatta senza sforzi. Per avanzare, ci vuole un capo, una leadership, una volont\u00e0 politica e molta costanza.<\/p>\n<p>Non rinunciamo dunque mai, non lasciamoci contaminare dall\u2019euro-scetticismo, conserviamo la fede nell&#8217;avvenire, nelle capacit\u00e0 e\u00a0 volont\u00e0 delle nuove generazioni. Esigiamo dai nostri governanti nazionali maggior audacia e un maggior impegno europeo.<\/p>\n<p>Philippe Mazuel<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo appena festeggiato un grande anniversario: 60 anni fa, il 9 maggio del 1950, il ministro francese degli affari esteri, Robert SCHUMAN, invitava il cancelliere tedesco Konrad ADENAUER a fondare con la Francia la Comunit\u00e0 europea del carbone e dell&#8217;acciaio. Questa data segna l\u2019inizio del processo di integrazione\u00a0 europea. 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